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vernici in polvere

Vernici in polvere

 

Le vernici in polvere sono vernici a fuoco senza solventi che vengono trasformate in una polvere di vernice fine attraverso un processo di produzione in tre fasi. La polvere di vernice viene applicata mediante una pistola a spruzzo elettrostatica o un processo triboelettrico sulle parti da rivestire e nel ciclo di polimerizzazione che segue viene fusa a una temperatura del substrato variabile tra i 150°C e i 200°C e chimicamente reticolata.

La verniciatura a polvere ha iniziato a essere utilizzata con successo in applicazioni industriali di finitura superficiale negli anni 60 (Storia della verniciatura a polvere) e continua ancora oggi a perfezionarsi continuamente, essendo una tecnologia che presenta vantaggi sotto molti punti di vista:

  • Non utilizza solventi
  • Sfrutta il materiale quasi al 100%
  • È lavorabile in modo semplice e pulito
  • È applicabile su molti substratiProtezione e decorazione
  • TIGER Coatings offre la gamma standard più completa di colori ed effetti.

 

 

Produzione della vernice in polvere

Le vernici in polvere TIGER Drylac® sono materiali di rivestimento senza solventi composti da diversi sistemi di resina, pigmenti e additivi speciali per finiture superficie industriali di alta qualità. Le materie prime utilizzate per le vernici in polvere vengono sottoposte a un processo di produzione in tre fasi (premiscelazione, estrusione, macinazione) al termine del quale vengono trasformate in una polvere fine. In base al loro successivo utilizzo, le polveri vengono regolate su una determinata granulometria. 

A differenza delle vernici liquide, le vernici in polvere non contengono solventi. Le polveri di vernice vengono applicate mediante una pistola a spruzzo elettrostatica o un processo triboelettrico sulle parti da rivestire e nel ciclo di polimerizzazione che segue vengono fuse a una temperatura del substrato variabile tra i 150°C e i 200°C e chimicamente reticolate. 

Storia della verniciatura a polvere

La storia della verniciatura a polvere inizia tra la fine degli anni 40 e i primi anni 50 del secolo scorso, quando i polimeri organici in polvere venivano ancora spruzzati a fiamma su substrati metallici. Il dr. Erwin Gemmer, uno scienziato tedesco, sviluppò all'epoca il metodo di rivestimento in letto fluidizzato per la lavorazione delle vernici in polvere termoindurenti e nel maggio 1953 registrò anche il relativo brevetto per questo procedimento. Tra il 1958 e il 1965 letteralmente tutte le vernici in polvere, per lo più solo applicazioni funzionali con rivestimento di spessore tra 150 µm e 500 µm, vennero trattate con il metodo del rivestimento in letto fluidizzato. Tali applicazioni erano finalizzate all'isolamento elettrico, alla resistenza alla corrosione e all'abrasione. I materiali di rivestimento dell'epoca erano, tra gli altri, nylon 11, CAB, polietilene, PVC plastificato, poliestere e polietere clorurato. Allo stesso tempo, iniziavano a essere utilizzate resine epossidiche termoindurenti, ad es. per le lavastoviglie (PVC), per l'isolamento termico (resina epossidica), per accessori navali (nylon) e mobili in metallo (PVC, CAB).

Lo spessore eccessivamente alto dei rivestimenti per numerose applicazioni e, soprattutto, la tecnologia del trattamento elettrostatico delle vernici a polvere, sviluppata poco tempo dopo negli USA e commercializzata negli USA e in Europa tra il 1962 e il 1964, inibirono la larga diffusione del metodo di rivestimento in letto fluidizzato. Con le pistole elettrostatiche dell'azienda francese Sames, il cui nome diventò presto sinonimo di applicazione elettrostatica, anche questo ostacolo era superato. Tra il 1966 e il 1973 vennero sviluppati e messi in commercio i quattro tipi fondamentali di duroplasti considerati ancora oggi basilari: resina epossidica, resina ibrida epossidica-poliestere, poliuretano e poliestere. Solo in Germania il numero degli stabilimenti di verniciatura a polvere passò dai 4 nel 1966 ai 51 nel 1970. A partire dai primi anni 70 del XX secolo, la verniciatura a polvere iniziò ad affermarsi con successo, sebbene la crescita del mercato della vernice in polvere sia rimasto fino al 1980 relativamente modesto. Fino ad allora, infatti, gli impianti erano troppo costosi, gli spessori troppo alti per un'applicazione economica, problemi nel cambio di colore e alte temperature di cottura limitavano significativamente le opzioni di colore, di effetto e di substrato.

A partire dai primi anni Ottanta le vernici in polvere hanno fatto registrare una crescita continua in tutto il mondo che, sulla spinta delle continue innovazioni assicurate dalle materie prime disponibili, dell'ottimizzazione del Know-how della formulazione, nonché dei progressi nella tecnologia delle applicazioni e nello sviluppo di nuove applicazioni (come l'MDF e il "coil coating") e, non ultimo, delle sempre più restrittive norme ambientali, è destinata a continuare in modo sostenuto anche nei prossimi decenni.

indicazioni della fonte e dell'autore
Fachverband der chemischen Industrie Österreichs, "Unser Lack und seine Zukunft",edizione, marzo 1991; modificata 2 C. Herrmann, "Grundlagen der Pulverbeschichtung", April 1999, documenti per la formazione interna, TIGER Coatings GmbH & Co. KGThe Powder Coating Institute, "Powder Coating. The Complete Finisher's Handbook", Second Edition, 1999J. Pietschmann, "Industrielle Pulverbeschichtung", JOT-Fachbuch, Oktober 2002, p. 1J. Pietschmann, "Industrielle Pulverbeschichtung", JOT-Fachbuch, Oktober 2002, p. 1, modificatoJ. Pietschmann, "Industrielle Pulverbeschichtung", JOT-Fachbuch, Oktober 2002, p. 2A. Goldschmidt/H. J. Streitberger, BASF Handbuch Lackiertechnik, BASF Coatings AG, Münster, Vincentz Verlag, p. 596, 2002; parzialmente modificato

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